Home Home La chiesa parrocchiale LA NOSTRA ICONA: MARIA, MADRE DI DIO
LA NOSTRA ICONA: MARIA, MADRE DI DIO Stampa


Icona di MariaL’icona che da qualche tempo adorna la Chiesa Parrocchiale è stata dipinta da don Gianluca Busi, iconografo e sacerdote bolognese, secondo i canoni tradizionali della pittura all'uovo e della doratura al bolo armeno con applicazione di foglie di Oro Zecchino.

 

Il manto della Madre di Dio è una miscela di due pietre preziose tritate: azzurrite per lo sfondo e lapislazzuli per la velatura. Attorno alle Aureole sono incastonati cristalli Swaroski autentici. L'icona, collocata nella preziosa teca, probabilmente di epoca Barocca, si ispira alla tradizione della “Madonna odighitria”: colei che ci indica la Via, termine che si riferisce alla Madre che indica Gesù come “Via, Verità e Vita” e “autore e perfezionatore della nostra fede”. Questa immagine richiama, per la tipologia, la “Madonna Odighitria” più famosa che custodiamo nella Diocesi di Bologna, cioè la cosiddetta “Madonna di San Luca”.

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IL SIGNIFICATO DELL'ICONA

Anche nell’icona di don Gianluca Busi, Maria è rappresentata con il suo figlio Gesù, per attestare la fedeltà di Dio, che, secondo le sue promesse, fa germogliare da Iesse il Messia, e la vera umanità del Figlio di Dio fattosi Uomo.

Il capo coperto di Maria indica la sua docilità alla volontà del Padre, la sua vita che è stata tutta adorazione del mistero di Dio: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» Lc. 1,38. La sottomissione della nostra volontà alla volontà del Padre, fino a fare esistere una sola volontà, la sua, è il compimento della salvezza. Maria è per noi modello vivente di tale docilità.

La Madre tiene in braccio il Bambino, ossia il consueto schema della “Madonna Odighitria” il cui messaggio spirituale si coglie soprattutto osservando il particolare intreccio degli sguardi e la postura delle mani. Il Bambino Gesù infatti indica con mano e sguardo la Madre, che a sua volta indica il Bambino.

Il rimando degli sguardi e dei gesti amplifica con una serie di rimandi successivi a spostare l'attenzione fra la Madre e il Bambino e contribuisce a formare una atmosfera di profonda meditazione sul mistero dell'incarnazione e della maternità divina, quali misteri che si compenetrano.

La parola “icona” dal greco eikón, significa “immagine”. Nella storia dell’arte la parola icona è riservata ad una pittura, spesso portatile, di genere sacro, eseguita su tavola di legno con una tecnica particolare e secondo una tradizione tramandata nei secoli. L’Oriente bizantino è la patria dell’icona e con cura ha custodito capolavori artistici, giunti fino a noi, il cui valore spirituale è grandissimo.

Un'icona esprime sempre una verità rivelata e non si dice dipingere un'icona, ma scrivere un'icona, perché più che un quadro è una preghiera, stesa con i colori e recitata con gli occhi, che si immerge, come goccia d'acqua nell'oceano, nell'incessante preghiera della Chiesa, la cui Liturgia arde come fiamma inestinguibile: pregare davanti all'icona è contemplare una stella del firmamento liturgico e sintonizzare la propria lode al Padre con la voce dei cieli e della terra, «che sono pieni della gloria di Dio» (Is. 6,3).

L'icona è anche un'opera d'arte sacra: i temi sono accolti dalla Sacra Scrittura, celebrata e pregata dalla Liturgia e dalla Tradizione della Chiesa; il procedimento della costruzione, il disegno e la tecnica della composizione, la scelta dei colori e altri tratti caratteristici restano sempre subordinati al fatto spirituale della fede, come ad un'esperienza ecclesiale del Dio Vivente.

Sul piano iconico, il linguaggio della fede è essenzialmente simbolico e rinvia ad una «Presenza», quella dell'Archetipo, che si rende presente e si dona a chi contempla l'icona, che si rende così canale di grazia: la luce della rivelazione e il fuoco dello Spirito Santo irrompono nell'orante con tanta più forza quanto «più puri sono gli occhi» (cfr. Mt. 5,8).

ICONA ARTE ISPIRATA

Ogni arte è ispirata: però l’icona, se è arte, nasce dall’ispirazione dello Spirito Santo, è profezia visiva, è Vangelo reso colore. La vera icona è frutto d'una sinergia, cioè d'una collaborazione sofferta insieme, tra il pittore (iconografo o agiografo) e Dio che vuole farsi conoscere e incontrare da ogni uomo. Per¬ciò nell'icona, l'Invisibile si fa visibile, il pittore e il credente (l'arte e la fede) esprimono la presenza del mistero di Dio. Ad un non iniziato l'icona appare impenetrabile e ricca di fascino; incute venerazione e invita al dialogo; è lontana dal nostro mondo, ma se gli occhi la contemplano si sentono incoraggiati a fermarsi. Lo studio e la contemplazione dell'arte iconografica riserva gradite sorprese; unica condizione è l'umiltà del cuore.

ICONA PROCLAMAZIONE DELLA PAROLA CON I COLORI

«Ciò che il Libro ci dice con le parole, l'Icona annuncia con i colori e lo rende presente»
(Concilio Costantinopolitano IV, Azione X, c. 3; 28.11.870)
L'Icona ci fa vedere quello che la Parola ci fa udire; per questo, nella Tradizione della Chiesa, l'Icona riceve l'onore riservato al Libro dei Santi Evangeli, ed è ritenuta preziosa come l'immagine della Santa Croce. Dice il Signore: «Beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono» (Mt. 13,16). Occhi e orecchi sono le due principali finestre che lo spirito ha scavato nella nostra carne, per le quali, tramite la vista e l'udito, entra in comunicazione con la realtà che ci avvolge. Anche la presenza di Dio e il mistero di Cristo, che sono dentro e fuori di noi, cercano di realizzare comunione con noi, facendosi visione agli occhi e parola agli orecchi. Una piena comunicazione diventa più facilmente condivisione di vita; a questo siamo chiamati dal Padre, «per essere conformi all'immagine del suo Figlio» (Rm. 8.29).

PREGHIERA ALLA MADRE DI DIO

Regina nostra benevolentissima,
Madre di Dio, speranza nostra,
amica degli orfani, avvocata dei pellegrini,
gioia degli afflitti, protettrice degli oppressi,
guarda alla nostra miseria, alla nostra afflizione;
aiuta noi impotenti, nutri noi pellegrini;
tu che conosci la nostra miseria, liberaci, perché tu lo vuoi
e noi non abbiamo altra protezione, né altro conforto
all'infuori di te, o Madre di Dio.
Conservaci e proteggici nei secoli dei secoli.

Tu sei il vanto dei credenti, sei la loro avvocata,
il rifugio e il porto dei cristiani;
tu presenti le loro preghiere al tuo Figlio
e salvi da ogni male coloro che ti riconoscono Madre di Dio.

Volgi uno sguardo benigno,
o Madre del creatore di tutte le cose
e fa' cessare per tua intercessione l'amara sofferenza
di questo malato.

O sola pura e immacolata Vergine,
che senza seme umano concepisti Dio,
intervieni per la salvezza dell'anima dei tuoi servi defunti.

 

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